After a short history of italian Edition of Principes de politique of Constant, the Essay examines the side more innovative of the Treatise: the re-definition of the Concept of Liberty after the French Revolution and the Birt of ‘new Despotism’ (Jacobinism and Bonapartism) based on the instrumentale Use of the Principle of popular Soverignty. The Author examines at first the pars destruens of Constant’s Thought (the Criticism to Rousseau’s and Montesquieu’s concepts of Liberty and Sovereignty) and then the pars costruens (the new Principles on the extension of Soverignty and individual Rights). The Author stresses that Constant criticizes the reactionary and ultra-revolutionary Conceptions, but differs also by Montesquieu: indeed Constant places the supreme Garantie of Liberty not in the inner Division of Power, but in the extern and a priori Delimitation of Power through a set of Principles (or individual Rights). Finally, the Author analyses how Constant insert his Conception of Liberty in an historical Outline of the European course of Civilisation.

Dopo una breve ricostruzione delle vicende che hanno portato alla prima edizione italiana dei Principes de politique del 1806 di Constant, il saggio si concentra sull’aspetto più innovativo dell’opera: la ridefinizione dei concetti di libertà e autorità alla luce del terremoto rivoluzionario e dei ‘nuovi dispotismi’ (giacobinismo e bonapartismo) sorti da esso, fondati entrambi sulla strumentalizzazione del principio della sovranità popolare. Dapprima viene ricostruita la pars destruens della riflessione constantiana, ossia la critica alle precedenti concezioni dell’autorità e della libertà (Rousseau, ma anche Montesquieu), e quindi la pars costruens, ossia i nuovi principi che devono fissare ambiti e limiti dell’autorità sociale e delle libertà individuali. Dalla ricostruzione emerge come Constant non solo si opponga alle concezioni tradizionalistico- reazionarie e democratico-rivoluzionarie, ma come egli distingua il suo liberalismo da quello di Montesquieu, collocando la suprema garanzia della libertà non nella limitazione interna del suo potere (tramite la sua divisione), bensì nella sua delimitazione esterna, attraverso il riconoscimento di una sfera intangibile di diritti individuali. Il saggio si conclude mostrando come Constant, nel libro XVI, inserisca tale nuova concettualizzazione della libertà nel quadro di un’analisi storica sul cammino della civilizzazione europea fondata sul raffronto antichi/moderni.

Penser la liberté après le bouleversement révolutionnaire

DE LUCA, Stefano
2008-01-01

Abstract

After a short history of italian Edition of Principes de politique of Constant, the Essay examines the side more innovative of the Treatise: the re-definition of the Concept of Liberty after the French Revolution and the Birt of ‘new Despotism’ (Jacobinism and Bonapartism) based on the instrumentale Use of the Principle of popular Soverignty. The Author examines at first the pars destruens of Constant’s Thought (the Criticism to Rousseau’s and Montesquieu’s concepts of Liberty and Sovereignty) and then the pars costruens (the new Principles on the extension of Soverignty and individual Rights). The Author stresses that Constant criticizes the reactionary and ultra-revolutionary Conceptions, but differs also by Montesquieu: indeed Constant places the supreme Garantie of Liberty not in the inner Division of Power, but in the extern and a priori Delimitation of Power through a set of Principles (or individual Rights). Finally, the Author analyses how Constant insert his Conception of Liberty in an historical Outline of the European course of Civilisation.
2008
Dopo una breve ricostruzione delle vicende che hanno portato alla prima edizione italiana dei Principes de politique del 1806 di Constant, il saggio si concentra sull’aspetto più innovativo dell’opera: la ridefinizione dei concetti di libertà e autorità alla luce del terremoto rivoluzionario e dei ‘nuovi dispotismi’ (giacobinismo e bonapartismo) sorti da esso, fondati entrambi sulla strumentalizzazione del principio della sovranità popolare. Dapprima viene ricostruita la pars destruens della riflessione constantiana, ossia la critica alle precedenti concezioni dell’autorità e della libertà (Rousseau, ma anche Montesquieu), e quindi la pars costruens, ossia i nuovi principi che devono fissare ambiti e limiti dell’autorità sociale e delle libertà individuali. Dalla ricostruzione emerge come Constant non solo si opponga alle concezioni tradizionalistico- reazionarie e democratico-rivoluzionarie, ma come egli distingua il suo liberalismo da quello di Montesquieu, collocando la suprema garanzia della libertà non nella limitazione interna del suo potere (tramite la sua divisione), bensì nella sua delimitazione esterna, attraverso il riconoscimento di una sfera intangibile di diritti individuali. Il saggio si conclude mostrando come Constant, nel libro XVI, inserisca tale nuova concettualizzazione della libertà nel quadro di un’analisi storica sul cammino della civilizzazione europea fondata sul raffronto antichi/moderni.
Libertà, Autorità, Sovranità, Rivoluzione, Contro-Rivoluzione, Montesquieu, Rousseau, Giacobinismo, Bonapartismo, Diritti individuali, Liberta antica e moderna. ; Liberty, Authority, Sovereignty, Revolution, Counter-Revolution, Montesquieu, Rousseau, Jacobinism, Bonapartism, Individual Rights, Ancient and modern Liberty.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12570/1384
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
social impact