Questo scritto fa incontrare la narratività e la congiuntività del racconto con le esigenze della normatività e del diritto di cui è fonte, così da individuare nel racconto ogni forma di diritto e nel diritto quel corpus iuris creato per condividere una certa visione e realiz- zare un mondo/modo di vivere cui quel corpus è legato. Le questioni del diritto assumono cioè un volto umano e chiedono a gran voce che quel volto sia ricondotto ad un soggetto e al suo legame con un mondo in cui è situato. Come a dire che, per quanto il diritto cerchidi normare in senso generale, c’è poi sempre una dimensione locale/par- ticolare di cui l’interpretazione del diritto deve tener conto, perché non è nelle mani di uno solo né in quelle di chi esercita e rappresenta il potere normativo. Inoltre di fronte al corpus iuris non si arriva nudi né spogli di alcuna identità, per questo diventa importante considerare quello che Ri- coeur (1990) chiama “spazio intermedio” perché l’incontro con il corpus iuris, anche quando questo assume forma di identità narrativa, implica una messa in gioco della identità morale ed etica di chi vi si approccia. Per meglio dire consente che l’etica del soggetto si incontri con la mora- le sociale. La finzione narrativa facilita questo incontro perché mobilita esplicitamente l’immaginazione e attraverso l’immaginazione è possibile sperimentare posizioni diverse. La storia rende l’azione del corpus iuris capace di toccare la sfera identitaria attraverso la messa in gioco delle identità narrative e finzionali. È un gioco dal quale tutti escono mutati: come il Piccolo principe che ha nuovi occhi per guardare alla sua rosa.

L'essenziale del Piccolo principe

Maria D'Ambrosio
2019

Abstract

Questo scritto fa incontrare la narratività e la congiuntività del racconto con le esigenze della normatività e del diritto di cui è fonte, così da individuare nel racconto ogni forma di diritto e nel diritto quel corpus iuris creato per condividere una certa visione e realiz- zare un mondo/modo di vivere cui quel corpus è legato. Le questioni del diritto assumono cioè un volto umano e chiedono a gran voce che quel volto sia ricondotto ad un soggetto e al suo legame con un mondo in cui è situato. Come a dire che, per quanto il diritto cerchidi normare in senso generale, c’è poi sempre una dimensione locale/par- ticolare di cui l’interpretazione del diritto deve tener conto, perché non è nelle mani di uno solo né in quelle di chi esercita e rappresenta il potere normativo. Inoltre di fronte al corpus iuris non si arriva nudi né spogli di alcuna identità, per questo diventa importante considerare quello che Ri- coeur (1990) chiama “spazio intermedio” perché l’incontro con il corpus iuris, anche quando questo assume forma di identità narrativa, implica una messa in gioco della identità morale ed etica di chi vi si approccia. Per meglio dire consente che l’etica del soggetto si incontri con la mora- le sociale. La finzione narrativa facilita questo incontro perché mobilita esplicitamente l’immaginazione e attraverso l’immaginazione è possibile sperimentare posizioni diverse. La storia rende l’azione del corpus iuris capace di toccare la sfera identitaria attraverso la messa in gioco delle identità narrative e finzionali. È un gioco dal quale tutti escono mutati: come il Piccolo principe che ha nuovi occhi per guardare alla sua rosa.
978-88-495-3819-9
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/14529
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