Il saggio è consacrato all’analisi dei quarantatre ritratti di amici e conoscenti scritti, sotto forma di pièces détachées, dalla marchesa du Deffand (1696-1780) e dai frequentatori del suo salotto. Per la sua coerenza, per la sua importanza di documento dei costumi contemporanei e, soprattutto, per la sua qualità artistica, questo insieme occupa un posto centrale nella genealogia del ritratto letterario nato un secolo prima, come gioco mondano, nella cerchia della Principessa di Montpensier (Recueil de la Grande Mademoiselle, 1659). La celebre epistolografa è perfettamente consapevole di misurarsi con un genere letterario che, sotto l’apparenza ludica, risponde a delle regole letterarie precise e si iscrive in una tradizione già fortemente codificata. Ma dietro l’eleganza limpida e coincisa dello stile possiamo cogliere tutta una serie di inquietudini e di interrogativi su quella stessa civiltà mondana di cui lei stessa si è eretta a modello. Le buone maniere, il buon gusto, lo stile possono, infatti, trasformarsi in tirannide, diventare maschere menzognere o sinistre caricature di un ideale etico ed estetico profondamente in crisi.

“Jeu mondain et jeu de la vérité dans les “Portraits” de Madame du Deffand”

CRAVERI A
2008

Abstract

Il saggio è consacrato all’analisi dei quarantatre ritratti di amici e conoscenti scritti, sotto forma di pièces détachées, dalla marchesa du Deffand (1696-1780) e dai frequentatori del suo salotto. Per la sua coerenza, per la sua importanza di documento dei costumi contemporanei e, soprattutto, per la sua qualità artistica, questo insieme occupa un posto centrale nella genealogia del ritratto letterario nato un secolo prima, come gioco mondano, nella cerchia della Principessa di Montpensier (Recueil de la Grande Mademoiselle, 1659). La celebre epistolografa è perfettamente consapevole di misurarsi con un genere letterario che, sotto l’apparenza ludica, risponde a delle regole letterarie precise e si iscrive in una tradizione già fortemente codificata. Ma dietro l’eleganza limpida e coincisa dello stile possiamo cogliere tutta una serie di inquietudini e di interrogativi su quella stessa civiltà mondana di cui lei stessa si è eretta a modello. Le buone maniere, il buon gusto, lo stile possono, infatti, trasformarsi in tirannide, diventare maschere menzognere o sinistre caricature di un ideale etico ed estetico profondamente in crisi.
978-2-600-01193-8
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/17087
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