L’articolo propone i primi risultati della collatio dei testimoni della produzione poetica di Fernández de Heredia in vista di una nuova edizione critica delle sue opere. La produzione lirica di Juan Fernández de Heredia è oggi, infatti, nota soprattutto grazie all’edizione messa a punto da Rafael Ferreres nel 1955 per i Clásicos castellanos e basata esclusivamente sulla princeps delle opere del poeta pubblicata a Valencia nel 1562. Come accadeva di frequente nel XVI secolo tale princeps non fu curata dall’autore, morto all’epoca da tredici anni. I testi di Fernández de Heredia sono però tràditi anche da numerosi manoscritti cinquecenteschi la cui collatio con la stampa del 1562 permette di gettare nuova luce su numerosi aspetti della produzione del poeta, sia per la presenza di una consistente varia lectio, sia per la trasmissione, in alcuni dei manoscritti, di componimenti non presenti nella princeps. Il primo risultato della collazione fra la princeps e i principali testimoni manoscritti censiti riguarda il numero dei testi del poeta. La stampa del 1562 trasmette 147 componimenti dei quali 33 sono unica Se si aggiungono a questi quelli che compaiono nei diversi testimoni manoscritti e la cui attribuzione a Fernández de Heredia è assolutamente ragionevole, si giunge ad un totale di 169, vale a dire 22 testi in più, molti dei quali inediti e, in molte circostanze, mai segnalati nei repertori. E’ stato inoltre possibile attribuire al poeta, senza margini di dubbio, sulla base del ms. 2050 della Biblioteca General de Cataluña – praticamente ignoto alla critica, contenente solo opere del poeta e datato al 1555 - 5 testi alla manera italiana (1 canzone e 4 sonetti), la cui paternità era stata solo ipotizzata da José Manuel Blecua sulla base del ms. 2621 della Biblioteca Nacional de España. L’importanza di tali componimenti testimonia non solo della vivacità culturale della corte di Germana de Foix, di cui Fernández de Heredia fu senza dubbio il massimo poeta, ma anche della necessità di una nuova edizione critica di un così consistente e interessante corpus di testi.

"Apuntes para una edición de la obra poética di Juan Fernández de Heredia"

D'AGOSTINO, Maria
2006

Abstract

L’articolo propone i primi risultati della collatio dei testimoni della produzione poetica di Fernández de Heredia in vista di una nuova edizione critica delle sue opere. La produzione lirica di Juan Fernández de Heredia è oggi, infatti, nota soprattutto grazie all’edizione messa a punto da Rafael Ferreres nel 1955 per i Clásicos castellanos e basata esclusivamente sulla princeps delle opere del poeta pubblicata a Valencia nel 1562. Come accadeva di frequente nel XVI secolo tale princeps non fu curata dall’autore, morto all’epoca da tredici anni. I testi di Fernández de Heredia sono però tràditi anche da numerosi manoscritti cinquecenteschi la cui collatio con la stampa del 1562 permette di gettare nuova luce su numerosi aspetti della produzione del poeta, sia per la presenza di una consistente varia lectio, sia per la trasmissione, in alcuni dei manoscritti, di componimenti non presenti nella princeps. Il primo risultato della collazione fra la princeps e i principali testimoni manoscritti censiti riguarda il numero dei testi del poeta. La stampa del 1562 trasmette 147 componimenti dei quali 33 sono unica Se si aggiungono a questi quelli che compaiono nei diversi testimoni manoscritti e la cui attribuzione a Fernández de Heredia è assolutamente ragionevole, si giunge ad un totale di 169, vale a dire 22 testi in più, molti dei quali inediti e, in molte circostanze, mai segnalati nei repertori. E’ stato inoltre possibile attribuire al poeta, senza margini di dubbio, sulla base del ms. 2050 della Biblioteca General de Cataluña – praticamente ignoto alla critica, contenente solo opere del poeta e datato al 1555 - 5 testi alla manera italiana (1 canzone e 4 sonetti), la cui paternità era stata solo ipotizzata da José Manuel Blecua sulla base del ms. 2621 della Biblioteca Nacional de España. L’importanza di tali componimenti testimonia non solo della vivacità culturale della corte di Germana de Foix, di cui Fernández de Heredia fu senza dubbio il massimo poeta, ma anche della necessità di una nuova edizione critica di un così consistente e interessante corpus di testi.
84-338-3981-0
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/2945
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