This paper focuses on a generally neglected fragment by Hippys of Rhegium, F 9. A new interpretation of the fragment is proposed according to which it could have to do with Orestes and his purification by the waters of a river running through Rhegium country. Recent studies had besides supposed an intervention of Hippys in the transmission of this mythical tradition.

Il contributo è incentrato su un frammento di Ippi di Reggio (F 9) verso il quale la critica ha mostrato scarso interesse, senza dubbio in ragione del cattivo stato di conservazione del testo della fonte tralatrice: uno degli scoli al libro XXI dell’Iliade scritti sul verso di un rotolo papiraceo rinvenuto a Ossirinco alla fine del XIX secolo (P.Oxy. 2.221). Di tale frammento, dopo aver recuperato – per ciò che è possibile – il contesto di appartenenza della citazione, e dopo aver quindi mostrato perché possa convenirsi sul fatto che l’autore citato sia effettivamente il Reggino, si propone una nuova ipotesi interpretativa. Il frammento non testimonierebbe, come in passato è stato detto, di una non altrimenti nota tradizione relativa al destino delle armi del peone Asteropeo, né documenterebbe l’interesse di Ippi per problemi di esegesi omerica. Esso potrebbe piuttosto essere messo in relazione con l’insieme delle tradizioni relative all’arrivo di Oreste in Italia meridionale, più precisamente nel Reggino, e alla sua purificazione dall’empio crimine di cui si era macchiato, nelle acque di uno dei fiumi di tale territorio: un complesso di tradizioni, questo, nella trasmissione del quale in contributi recenti si era supposto del resto che Ippi, autore originario di Reggio, avesse avuto un qualche ruolo.

Una testimonianza di Ippi su Oreste nel Reggino?

VISCONTI, Amedeo
2011

Abstract

Il contributo è incentrato su un frammento di Ippi di Reggio (F 9) verso il quale la critica ha mostrato scarso interesse, senza dubbio in ragione del cattivo stato di conservazione del testo della fonte tralatrice: uno degli scoli al libro XXI dell’Iliade scritti sul verso di un rotolo papiraceo rinvenuto a Ossirinco alla fine del XIX secolo (P.Oxy. 2.221). Di tale frammento, dopo aver recuperato – per ciò che è possibile – il contesto di appartenenza della citazione, e dopo aver quindi mostrato perché possa convenirsi sul fatto che l’autore citato sia effettivamente il Reggino, si propone una nuova ipotesi interpretativa. Il frammento non testimonierebbe, come in passato è stato detto, di una non altrimenti nota tradizione relativa al destino delle armi del peone Asteropeo, né documenterebbe l’interesse di Ippi per problemi di esegesi omerica. Esso potrebbe piuttosto essere messo in relazione con l’insieme delle tradizioni relative all’arrivo di Oreste in Italia meridionale, più precisamente nel Reggino, e alla sua purificazione dall’empio crimine di cui si era macchiato, nelle acque di uno dei fiumi di tale territorio: un complesso di tradizioni, questo, nella trasmissione del quale in contributi recenti si era supposto del resto che Ippi, autore originario di Reggio, avesse avuto un qualche ruolo.
978-884673093-0
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/3317
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