The essay deals with the Constant’s Interpretation of the Terror. After a short history of Terror, the Author analyses the first Debate on it, in the period of Directory: a Debate that will became the ‘model’ of the following Debates on Terror during XIX and XX Century. By one hand there are the reactionary De Maistre and the revolutionary Lezay-Marnesia, who share a monistic Interpretation of the Revolution (the Terror was necessary); by the other Hand there is the young Constant, who defend a dualistic Interpretation of Revolution, based on a sharp distinction between 1789 (liberty and legality) and 1793 (tyranny and violence). The Author underlines the strong Points (the ethical Refusal of political Violence) and the weak Points (the distinction too sharp between Revolution and Terror) of Constant’s Interpretation. The weak Points will be overcome in the period of Consulate, when Constant identifies the Roots of the Terror, through the distinction between ancient and modern Liberty, in the Jacobin Claim to impose to the modern French Society the model of the ancient Liberty, based on total Submission of the Individuals to social Body and therefore unfit for the Modern World. An anachronistic Liberty that allows to establish the Tiranny of fews trough an instrumental Use of the Sovereignty of the People.

Il saggio ricostruisce l’interpretazione constantiana del Terrore rivoluzionario, che è una delle prime e più importanti letture del fenomeno. Dopo aver delineato la parabola storica del Terrore, l’Autore ricostruisce il primo fondamentale dibattito sul Terrore, che ha luogo nel periodo del Direttorio e che farà da ‘modello’ a tutti i successivi dibattiti otto-novecenteschi. Da un lato vi sono De Maistre e Lezay-Marnesia, che da sponde politiche opposte sostengono la necessità del Terrore (e quindi la sua parentela con la Rivoluzione); dall’altro vi è il giovane Constant, che rifiuta ogni parentela tra Rivoluzione e Terrore, dando vita ad una lettura dualistica del fenomeno rivoluzionario (il 1789 contro il 1793). L’autore mette in luce i punti di forza (il rifiuto normativo della violenza politica) e di debolezza (la troppo netta scissione tra Rivoluzione e Terrore) dell’interpretazione di Constant. Punti di debolezza che verranno superati negli anni del Consolato, quando Constant, grazie alla distinzione tra libertà antica e moderna, individuerà le radici del Terrore non nel ritorno all’assolutismo, ma nella pretesa giacobina di imporre alla moderna società francese una libertà di tipo antico, fondata sulla totale sottomissione degli individui al corpo sociale. Una libertà inadatta al mondo moderno e capace di produrre la tirannia di un’élite attraverso l’uso strumentale del principio della sovranità popolare.

Benjamin Constant and the Terror

DE LUCA, Stefano
2009

Abstract

Il saggio ricostruisce l’interpretazione constantiana del Terrore rivoluzionario, che è una delle prime e più importanti letture del fenomeno. Dopo aver delineato la parabola storica del Terrore, l’Autore ricostruisce il primo fondamentale dibattito sul Terrore, che ha luogo nel periodo del Direttorio e che farà da ‘modello’ a tutti i successivi dibattiti otto-novecenteschi. Da un lato vi sono De Maistre e Lezay-Marnesia, che da sponde politiche opposte sostengono la necessità del Terrore (e quindi la sua parentela con la Rivoluzione); dall’altro vi è il giovane Constant, che rifiuta ogni parentela tra Rivoluzione e Terrore, dando vita ad una lettura dualistica del fenomeno rivoluzionario (il 1789 contro il 1793). L’autore mette in luce i punti di forza (il rifiuto normativo della violenza politica) e di debolezza (la troppo netta scissione tra Rivoluzione e Terrore) dell’interpretazione di Constant. Punti di debolezza che verranno superati negli anni del Consolato, quando Constant, grazie alla distinzione tra libertà antica e moderna, individuerà le radici del Terrore non nel ritorno all’assolutismo, ma nella pretesa giacobina di imporre alla moderna società francese una libertà di tipo antico, fondata sulla totale sottomissione degli individui al corpo sociale. Una libertà inadatta al mondo moderno e capace di produrre la tirannia di un’élite attraverso l’uso strumentale del principio della sovranità popolare.
978-0-521-67243-6
The essay deals with the Constant’s Interpretation of the Terror. After a short history of Terror, the Author analyses the first Debate on it, in the period of Directory: a Debate that will became the ‘model’ of the following Debates on Terror during XIX and XX Century. By one hand there are the reactionary De Maistre and the revolutionary Lezay-Marnesia, who share a monistic Interpretation of the Revolution (the Terror was necessary); by the other Hand there is the young Constant, who defend a dualistic Interpretation of Revolution, based on a sharp distinction between 1789 (liberty and legality) and 1793 (tyranny and violence). The Author underlines the strong Points (the ethical Refusal of political Violence) and the weak Points (the distinction too sharp between Revolution and Terror) of Constant’s Interpretation. The weak Points will be overcome in the period of Consulate, when Constant identifies the Roots of the Terror, through the distinction between ancient and modern Liberty, in the Jacobin Claim to impose to the modern French Society the model of the ancient Liberty, based on total Submission of the Individuals to social Body and therefore unfit for the Modern World. An anachronistic Liberty that allows to establish the Tiranny of fews trough an instrumental Use of the Sovereignty of the People.
Lezay-Marnesia, Theory of Circumstances, Liberal State,Maistre, Lezay-Marnesia, teoria delle circostanze, Stato liberale, rapporto mezzi/fini, violenza, libertà antica e moderna, Rousseau, Mably.; Terror, Revolution, Directory, Enemies of the People, Burke, Maistre, Lezay-Marnesia, Theory of Circumstances, Liberal State, Relationship means–ends, Violence, Ancient and modern Liberty, Rousseau, Mably.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/3430
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