Il volume è stato edito nell’immediatezza dell’entrata in vigore della legge 22 aprile 2005, che dà attuazione nell’ordinamento italiano alla decisione quadro del 13 luglio 2002, istitutiva del mandato d’arresto europeo. Il contributo, suddiviso in due sezioni strettamente interconnesse, affronta aspetti particolarmente critici e controversi del nuovo assetto normativo della cooperazione giudiziaria europea. Da un lato, il problema del superamento del requisito della doppia punibilità, imposto per alcuni reati e auspicato per altri dalla decisione quadro, che viene affrontato dalla legge di adeguamento in modo totalmente distonico rispetto alle scelte del testo europeo; dall’altro i delicati profili collegati alla trasposizione dei motivi di rifiuto della consegna per esigenze di diritto sostanziale, che disegna anch’essa percorsi normativi eterogenei o comunque non sempre in linea rispetto alla filosofia della decisione quadro. L’A. si interroga criticamente sulle soluzioni adottate dal legislatore italiano, senza tuttavia tralasciare di evidenziare la scarsa qualità dello strumento giuridico predisposto dall’Unione e forse avventatamente condiviso dall’Italia nella fase di redazione.

La doppia punibilità e Il rifiuto della consegna motivato da esigenze di diritto sostanziale

DEL TUFO, Mariavaleria
2005

Abstract

Il volume è stato edito nell’immediatezza dell’entrata in vigore della legge 22 aprile 2005, che dà attuazione nell’ordinamento italiano alla decisione quadro del 13 luglio 2002, istitutiva del mandato d’arresto europeo. Il contributo, suddiviso in due sezioni strettamente interconnesse, affronta aspetti particolarmente critici e controversi del nuovo assetto normativo della cooperazione giudiziaria europea. Da un lato, il problema del superamento del requisito della doppia punibilità, imposto per alcuni reati e auspicato per altri dalla decisione quadro, che viene affrontato dalla legge di adeguamento in modo totalmente distonico rispetto alle scelte del testo europeo; dall’altro i delicati profili collegati alla trasposizione dei motivi di rifiuto della consegna per esigenze di diritto sostanziale, che disegna anch’essa percorsi normativi eterogenei o comunque non sempre in linea rispetto alla filosofia della decisione quadro. L’A. si interroga criticamente sulle soluzioni adottate dal legislatore italiano, senza tuttavia tralasciare di evidenziare la scarsa qualità dello strumento giuridico predisposto dall’Unione e forse avventatamente condiviso dall’Italia nella fase di redazione.
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