Il saggio è incentrato sul significato del termine “ordine” nelle opere italiane di C. e fa parte del secondo volume, dedicato al lemma “ordine”, degli atti dei Colloqui internazionali di Letteratura italiana. I Colloqui – che hanno cadenza biennale e si svolgono nel mese di ottobre all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – pongono al centro dell’attenzione un lemma particolarmente significativo trascelto nell’ampio corpus dell’intera letteratura italiana; nel corso dei lavori si provvede a tracciare la storia del valore assunto dal lemma nelle opere letterarie e nei dibattiti critico-letterari italiani dal Medioevo all’Età contemporanea. Per C. il termine ordine è esemplare per dimostrare la ricchezza di significati che può assumere nel corso delle epoche un vocabolo. È il tempo stesso, asserisce l’autore nella sua Grammatica, che trae le parole a nuovi accezioni, senza considerare il valore specifico che esse possono avere in alcuni lessici scientifici. Se C. nelle sue opere adopera il termine ordine con sensi diversi, tuttavia destina un’importanza assoluta e originale al significato di ordine nella Scelta d’alcune poesie filosofiche: il prosimetro pubblicato nel 1622 in cui l’autore armonizza la propria dottrina filosofica con l’esperienza biografica. L’Ordine che è un “ordine fatale” (sinonimo di fato divino, di provvidenza), la Necessità e l’Armonia sono i tre influssi magni attraverso i quali Dio, con l’aiuto degli angeli, governa il mondo. Le tre influenze discendono rispettivamente dalla Sapienza, dalla Potenza e dall’Amore, predicati essenziali di Dio. L’“ordine fatale” è concepito come un movimento continuo di forze contrastanti, di bene e di male, di creazione e corruzione, che si oppone alla fissità del caos preesistente assicurando la conservazione dell’universo. Secondo una scala discendente l’“ordine fatale” imprime sulla natura il proprio carattere composito, ed essa, a sua volta, rappresenta un modello per l’artista. La concezione di un ordine che contiene e che insieme è conservato dai semi del disordine deriva da una tradizione platonica e patristica rinnovata da C. lungo la strada del naturalismo telesiano e alla luce dei grandiosi avanzamenti geografici, scientifici e astronomici. Suggestiva è la fonte individuata per il sintagma “fatal ordine” che rimanda alla Consolatio philosophiae di Boezio, un’opera alla quale C. dovette guardare con ammirazione.

Ordine fatale, ordine della natura e ordine dell'arte in Campanella

ZOPPI S
2008

Abstract

Il saggio è incentrato sul significato del termine “ordine” nelle opere italiane di C. e fa parte del secondo volume, dedicato al lemma “ordine”, degli atti dei Colloqui internazionali di Letteratura italiana. I Colloqui – che hanno cadenza biennale e si svolgono nel mese di ottobre all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – pongono al centro dell’attenzione un lemma particolarmente significativo trascelto nell’ampio corpus dell’intera letteratura italiana; nel corso dei lavori si provvede a tracciare la storia del valore assunto dal lemma nelle opere letterarie e nei dibattiti critico-letterari italiani dal Medioevo all’Età contemporanea. Per C. il termine ordine è esemplare per dimostrare la ricchezza di significati che può assumere nel corso delle epoche un vocabolo. È il tempo stesso, asserisce l’autore nella sua Grammatica, che trae le parole a nuovi accezioni, senza considerare il valore specifico che esse possono avere in alcuni lessici scientifici. Se C. nelle sue opere adopera il termine ordine con sensi diversi, tuttavia destina un’importanza assoluta e originale al significato di ordine nella Scelta d’alcune poesie filosofiche: il prosimetro pubblicato nel 1622 in cui l’autore armonizza la propria dottrina filosofica con l’esperienza biografica. L’Ordine che è un “ordine fatale” (sinonimo di fato divino, di provvidenza), la Necessità e l’Armonia sono i tre influssi magni attraverso i quali Dio, con l’aiuto degli angeli, governa il mondo. Le tre influenze discendono rispettivamente dalla Sapienza, dalla Potenza e dall’Amore, predicati essenziali di Dio. L’“ordine fatale” è concepito come un movimento continuo di forze contrastanti, di bene e di male, di creazione e corruzione, che si oppone alla fissità del caos preesistente assicurando la conservazione dell’universo. Secondo una scala discendente l’“ordine fatale” imprime sulla natura il proprio carattere composito, ed essa, a sua volta, rappresenta un modello per l’artista. La concezione di un ordine che contiene e che insieme è conservato dai semi del disordine deriva da una tradizione platonica e patristica rinnovata da C. lungo la strada del naturalismo telesiano e alla luce dei grandiosi avanzamenti geografici, scientifici e astronomici. Suggestiva è la fonte individuata per il sintagma “fatal ordine” che rimanda alla Consolatio philosophiae di Boezio, un’opera alla quale C. dovette guardare con ammirazione.
9788871467559
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/4652
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