Translation is considered in different ways depending on the historical period, the country and the scholar(s) who deal with this activity. It is looked at as an art, or a craft, or even as the very act of writing or rewriting, according to the value and recognition attached to it by different theoretical approaches. The latter, however, are frequently disregarded by the professional translator as simply useless. The training of translators may be the first (and too often wasted) occasion to overcome this attitude. Any translator trainer knows her/his first aim is to raise the students’ awareness of the added value of critical thinking or reflection on translation models to their experience. This book aims to favour an approach to translation studies and translation criticism as useful tools for the would-be translator. In the light of this perspective, the first part of the book is devoted to revisiting the major theories of translation, but also of communication in special domains and intercultural contexts. The second part introduces the delicate issue of translator’s competence, offering food for thought to future translators and translators’ trainers, with particular attention to the new professions related to the act of translating which have recently emerged: a whole chapter is about localisation, for instance, and another surveys actual professional possibilities as well as the pros and cons of each, while also offering tips to the newcomer. The final part of the volume is devoted to the ‘rediscovery’ of translation as a foreign language learning tool.

esistono alcuni nodi del passaggio di eventi comunicativi tra lingue cultu- ralmente e strutturalmente distanti che costituiscono, senza dubbio alcuno, il modo più eloquente per esemplificare la rilevanza delle differenze culturali nella comunicazione tra popoli di lingua diversa. nelle pagine che seguono, la pratica traduttiva verrà osservata in questa prospettiva, ovvero come op- portunità per introdurre l’apprendente ad una sensibilità “inter-” o meglio ancora “trans-culturale”. La natura del tradurre oggi, soprattutto in relazione alle attività di me- diazione e di localizzazione, suggerisce una rivisitazione del ruolo della tra- duzione in glottodidattica. È ben noto che questa disciplina si interessa sia dell’apprendere/inse- gnare a tradurre sia dell’apprendere/insegnare la lingua straniera impiegando la traduzione come tecnica di apprendimento. Questa doppia modalità di interazione tra l’apprendere a tradurre e l’apprendere una lingua straniera può creare qualche confusione sul ruolo di queste due componenti all’interno dei percorsi di apprendimento. Si partirà dunque da qualche riflessione sul rapporto tra glottodidattica e traduzione, per poi concentrarsi sulla traduzione utilizzata come tecnica all’interno di un percorso di apprendimento linguistico avente tra i principi ispiratori e/o gli obiettivi la formazione di una sensibilità (se non di una competenza) transculturale.

APPRENDERE A MEDIARE. PER UN NUOVO RUOLO ELLA TRADUZIONE NELLA CLASSE DI LINGUE

DI SABATO, Bruna
2011

Abstract

esistono alcuni nodi del passaggio di eventi comunicativi tra lingue cultu- ralmente e strutturalmente distanti che costituiscono, senza dubbio alcuno, il modo più eloquente per esemplificare la rilevanza delle differenze culturali nella comunicazione tra popoli di lingua diversa. nelle pagine che seguono, la pratica traduttiva verrà osservata in questa prospettiva, ovvero come op- portunità per introdurre l’apprendente ad una sensibilità “inter-” o meglio ancora “trans-culturale”. La natura del tradurre oggi, soprattutto in relazione alle attività di me- diazione e di localizzazione, suggerisce una rivisitazione del ruolo della tra- duzione in glottodidattica. È ben noto che questa disciplina si interessa sia dell’apprendere/inse- gnare a tradurre sia dell’apprendere/insegnare la lingua straniera impiegando la traduzione come tecnica di apprendimento. Questa doppia modalità di interazione tra l’apprendere a tradurre e l’apprendere una lingua straniera può creare qualche confusione sul ruolo di queste due componenti all’interno dei percorsi di apprendimento. Si partirà dunque da qualche riflessione sul rapporto tra glottodidattica e traduzione, per poi concentrarsi sulla traduzione utilizzata come tecnica all’interno di un percorso di apprendimento linguistico avente tra i principi ispiratori e/o gli obiettivi la formazione di una sensibilità (se non di una competenza) transculturale.
9788820742751
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/657
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