Il principio di precauzione si pone a presidio delle scelte da operare laddove le risposte della scienza siano a tal punto incerte da non essere in grado di orientare comportamenti e decisioni nella gestione di determinati rischi. Il lavoro ricostruisce il contesto culturale di origine del principio e il suo progressivo affermarsi all’interno di ambiti specifici, per poi indagarne il ruolo attuale, le capacità estensive e pervasive, il suo farsi principio di rango costituzionale e la sua attuale operatività nel sistema ordinamentale. Ne disegna poi a rapidi tratti il grado di penetrazione in campo penale, segnalandone la funzionalità a quel modello di diritto penale securitario che sempre più accentuatamente connota l’ordinamento. Il principio di precauzione non è stato esplicitamente accolto dalle Corti italiane, ma, in determinati casi, la giurisprudenza sta dando una curvatura precauzionale ad alcuni istituti penalistici che la struttura del diritto penale classico non è in grado di sostenere. Di fronte a una progressiva trasformazione carsica del diritto penale che ingloba e utilizza logiche e principi che lo permeano e lo modificano in misura sostanziale prima ancora di essere stati apertamente riconosciuti e discussi, è necessario chiedersi se esso sia in grado – e se sì, in che misura - di reggere l’inclusione del principio di precauzione nel proprio strumentario senza smarrire il senso delle garanzie che lo presidiano. L’A. suggerisce possibili spazi applicativi in dinamiche alternative di formazione della norma, ritenendo comunque indispensabile un ripensamento sistemico del diritto penale e della sua funzione attuale. Il contributo si inserisce in un lavoro collettaneo sul tema della prova scientifica, al quale hanno partecipato in una prospettiva interdisciplinare filosofi, magistrati, penalisti e processualpenalisti. Il volume è stato accolto da un'importante collana editoriale che sottopone a peer review tutti i contributi.

Principio di precauzione e gestione del rischio: quali spazi applicativi per il diritto penale?

DEL TUFO, Mariavaleria
2018

Abstract

Il principio di precauzione si pone a presidio delle scelte da operare laddove le risposte della scienza siano a tal punto incerte da non essere in grado di orientare comportamenti e decisioni nella gestione di determinati rischi. Il lavoro ricostruisce il contesto culturale di origine del principio e il suo progressivo affermarsi all’interno di ambiti specifici, per poi indagarne il ruolo attuale, le capacità estensive e pervasive, il suo farsi principio di rango costituzionale e la sua attuale operatività nel sistema ordinamentale. Ne disegna poi a rapidi tratti il grado di penetrazione in campo penale, segnalandone la funzionalità a quel modello di diritto penale securitario che sempre più accentuatamente connota l’ordinamento. Il principio di precauzione non è stato esplicitamente accolto dalle Corti italiane, ma, in determinati casi, la giurisprudenza sta dando una curvatura precauzionale ad alcuni istituti penalistici che la struttura del diritto penale classico non è in grado di sostenere. Di fronte a una progressiva trasformazione carsica del diritto penale che ingloba e utilizza logiche e principi che lo permeano e lo modificano in misura sostanziale prima ancora di essere stati apertamente riconosciuti e discussi, è necessario chiedersi se esso sia in grado – e se sì, in che misura - di reggere l’inclusione del principio di precauzione nel proprio strumentario senza smarrire il senso delle garanzie che lo presidiano. L’A. suggerisce possibili spazi applicativi in dinamiche alternative di formazione della norma, ritenendo comunque indispensabile un ripensamento sistemico del diritto penale e della sua funzione attuale. Il contributo si inserisce in un lavoro collettaneo sul tema della prova scientifica, al quale hanno partecipato in una prospettiva interdisciplinare filosofi, magistrati, penalisti e processualpenalisti. Il volume è stato accolto da un'importante collana editoriale che sottopone a peer review tutti i contributi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/760
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