Nell'ambito del Corso di Specializzazione per le attività di Sostegno didattico agli alunni con disabilità, si è introdotto l’approccio Embodied alla cognizione (Pfeifer & Bongard, 2007) come matrice di una metodologia attraverso cui formare i futuri insegnanti di sostegno a farsi corpo-docente-mobile (D’Ambrosio, 2016). Recuperando la centralità della qualità senso-motoria dell’attività di apprendimento (Berthoz, 1997), il percorso ha proposto alcuni strumenti teorico-pratici per affinare l’osservazione e l’ascolto ed essere in grado di progettare e realizzare ambienti di apprendimento capaci di potenziare le interazioni nell’intero ambiente-gruppo-classe. Farsi corpo-docente-mobile è l’obiettivo perché il sostegno agli alunni disabili sia occasione di innovazione metodologica per l’intero sistema-classe. Il corpo-docente-mobile incarna una pedagogia attiva, fondata sulla dimensione estetica della formazione e in particolare sulla cinetica e la tattilità, e si fa capace di dare forma ad ambienti di apprendimento ‘generativi’: più ‘intelligenti’ perché ‘adattivi’ e ‘responsivi’, spazi intercodice dove l’interazione può realizzarsi in differenti modalità e secondo modalità differenti. In particolare il percorso si è focalizzato sull’osservazione e l’ascolto come competenze-chiave del corpo-docente chiamato al sostegno degli alunni con disabilità, perché proprio l’osservazione e l’ascolto in azione potessero essere condizione per progettare in situazione interventi didattici efficaci per bisogni ‘speciali’ e per l’intero gruppo-classe.

La Metodologia Embodied per le disabilità sensoriali

D'AMBROSIO, Maria;
2019

Abstract

Nell'ambito del Corso di Specializzazione per le attività di Sostegno didattico agli alunni con disabilità, si è introdotto l’approccio Embodied alla cognizione (Pfeifer & Bongard, 2007) come matrice di una metodologia attraverso cui formare i futuri insegnanti di sostegno a farsi corpo-docente-mobile (D’Ambrosio, 2016). Recuperando la centralità della qualità senso-motoria dell’attività di apprendimento (Berthoz, 1997), il percorso ha proposto alcuni strumenti teorico-pratici per affinare l’osservazione e l’ascolto ed essere in grado di progettare e realizzare ambienti di apprendimento capaci di potenziare le interazioni nell’intero ambiente-gruppo-classe. Farsi corpo-docente-mobile è l’obiettivo perché il sostegno agli alunni disabili sia occasione di innovazione metodologica per l’intero sistema-classe. Il corpo-docente-mobile incarna una pedagogia attiva, fondata sulla dimensione estetica della formazione e in particolare sulla cinetica e la tattilità, e si fa capace di dare forma ad ambienti di apprendimento ‘generativi’: più ‘intelligenti’ perché ‘adattivi’ e ‘responsivi’, spazi intercodice dove l’interazione può realizzarsi in differenti modalità e secondo modalità differenti. In particolare il percorso si è focalizzato sull’osservazione e l’ascolto come competenze-chiave del corpo-docente chiamato al sostegno degli alunni con disabilità, perché proprio l’osservazione e l’ascolto in azione potessero essere condizione per progettare in situazione interventi didattici efficaci per bisogni ‘speciali’ e per l’intero gruppo-classe.
pedagogia generativa, corpo-docente-mobile, ; cinetica e tattilità abilitanti; mobiligence
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/1106
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