The paper examines the cases where the parties bear their own costs of the proceedings in the light of the recent intervention of the Constitutional Court. Specifically, the Court has declared the illegitimacy of art. 92, paragraph 2, c..p.c. as long as it limits the power of the court to order that each party bear its own costs to the mandatory case where each party succeeds on some and fails on other heads. This represents an absolute novelty in this matter and a change in the related jurisprudence. Today, the court orders that each party bear its own costs also in the event of «other similar serious and exceptional reasons». Moreover, in labour disputes, judges exclude that the status of weak contractor of the worker, considered in itself, legitimises the introduction in art. 92, comma 2, c.p.c. of a further exception to the principle that the payment of costs is to be subject to the objective success. Finally, the author analyses the case where each party succeeds on some and fails on other heads.

Il lavoro prende in considerazione le ipotesi di compensazione delle spese alla luce del recente intervento della Corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 92, co. 2, c.p.c. nella parte in cui limita il potere del giudice di compensare le spese processuali alle ipotesi tassative di soccombenza reciproca, assoluta novità della questione trattata e mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti. Attualmente, la compensazione deve essere ammessa anche in presenza di «altre analoghe gravi ed eccezionali ragioni». Per quanto attiene in particolare alle controversie di lavoro, inoltre, i giudici escludono che la qualità di contraente debole del lavoratore, in sé considerata, legittimi l’introduzione, nell’art. 92, co. 2, c.p.c., di un’ulteriore deroga al principio di soccombenza. Infine, viene esaminata l’ipotesi di soccombenza reciproca.

Le ipotesi di compensazione delle spese di lite

METAFORA R
2019

Abstract

Il lavoro prende in considerazione le ipotesi di compensazione delle spese alla luce del recente intervento della Corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 92, co. 2, c.p.c. nella parte in cui limita il potere del giudice di compensare le spese processuali alle ipotesi tassative di soccombenza reciproca, assoluta novità della questione trattata e mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti. Attualmente, la compensazione deve essere ammessa anche in presenza di «altre analoghe gravi ed eccezionali ragioni». Per quanto attiene in particolare alle controversie di lavoro, inoltre, i giudici escludono che la qualità di contraente debole del lavoratore, in sé considerata, legittimi l’introduzione, nell’art. 92, co. 2, c.p.c., di un’ulteriore deroga al principio di soccombenza. Infine, viene esaminata l’ipotesi di soccombenza reciproca.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/1223
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