Moving from the analysis of social transformations related to the diffusion of new communication and information technologies, the paper focuses on the educational opportunities offered by the model of the Network. Highlighting a limitation in those pedagogies that are aimed at strengthening the capacity of access and permanence of the individual 'nodes' and a kind of myopia that leads people to feel satisfied with the mere contact, the paper proposes a transition to pedagogies that will enhance the ability to build spaces of encounter. This idea is at the root of a proposal of a cosmopolitan education that is not limited to education to tolerance of differences, but supports the development of the ability to inhabit the spaces of the border, i.e. to inhabit the link that connects one node to another, transforming the space that separate the 'nodes' of the Network in a space of encounter and ’getting into shape.’

Partendo dall’analisi delle trasformazioni sociali connesse alla diffusione delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione, l’articolo si interroga sulle possibilità formative del modello della Rete. Rintracciando un limite nelle pedagogie volte a potenziare la capacità di accesso e di permanenza dei singoli ‘nodi’ e una sorta di miopia che induce a ritenersi soddisfatti del mero contatto, si ipotizza un passaggio a pedagogie in grado di valorizzare la capacità di costruire spazi di incontro. Su questa idea si innesta la proposta di un’educazione cosmopolita che non si limiti all’educazione alla tolleranza delle differenze, ma sostenga lo sviluppo della capacità di abitare gli spazi di confine, abitare, cioè, il legame che connette un nodo all’altro trasformando lo spazio di separazione fra i ‘nodi’ della Rete in uno spazio di incontro e di formazione.

Dal contatto all'incontro. Educare al cosmpolitismo nel tempo della Rete

Manno D
2014

Abstract

Partendo dall’analisi delle trasformazioni sociali connesse alla diffusione delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione, l’articolo si interroga sulle possibilità formative del modello della Rete. Rintracciando un limite nelle pedagogie volte a potenziare la capacità di accesso e di permanenza dei singoli ‘nodi’ e una sorta di miopia che induce a ritenersi soddisfatti del mero contatto, si ipotizza un passaggio a pedagogie in grado di valorizzare la capacità di costruire spazi di incontro. Su questa idea si innesta la proposta di un’educazione cosmopolita che non si limiti all’educazione alla tolleranza delle differenze, ma sostenga lo sviluppo della capacità di abitare gli spazi di confine, abitare, cioè, il legame che connette un nodo all’altro trasformando lo spazio di separazione fra i ‘nodi’ della Rete in uno spazio di incontro e di formazione.
Moving from the analysis of social transformations related to the diffusion of new communication and information technologies, the paper focuses on the educational opportunities offered by the model of the Network. Highlighting a limitation in those pedagogies that are aimed at strengthening the capacity of access and permanence of the individual 'nodes' and a kind of myopia that leads people to feel satisfied with the mere contact, the paper proposes a transition to pedagogies that will enhance the ability to build spaces of encounter. This idea is at the root of a proposal of a cosmopolitan education that is not limited to education to tolerance of differences, but supports the development of the ability to inhabit the spaces of the border, i.e. to inhabit the link that connects one node to another, transforming the space that separate the 'nodes' of the Network in a space of encounter and ’getting into shape.’
communication, dialogue, borders, shape, otherness
comunicazione, dialogo, confini, forma, alterità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/12565
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