The present article aims at contributing to the debate on thinking education in organizational contexts with particular reference to the training of professionals in the field of industrial research. We propose an analysis of an educational experience, conducted in a workshop through the application of various devices of thinking education, which are different in both their theoretical templates and their specific objectives: the Community of Philosophical Inquiry, according with Lipman's Philosophy for Children; the methods of creative logical problem solving, following the approach of de Bono's Lateral Thinking; and some analytical activities on perceptive-evaluative habits, from the perspective of experimental phenomenology.In the first part of this article we present the context in which the set-up of the educational experience has grown, as well as the rationale for choosing the training devices; in the second part, by analysing the reports prepared by the workshop participants, we analyse the effectiveness of the workshop set-up and the potential for combined use of the chosen devices, in order to reach, in an extremely short amount of time, a process of progressive growth in participants’ thinking skills that can affect the definition of the researcher’s professional identity and the transformation of such an identity in a lifelong-learning perspective.

L’articolo intende contribuire al dibattito sull’educazione al pensiero nei contesti organizzativi con particolare riferimento alla formazione dei professionisti nel settore della ricerca industriale. Infatti, propone una riflessione su un’esperienza di formazione laboratoriale condotta attraverso l’applicazione di dispositivi di educazione al pensiero, differenti, per matrice teorica e per obiettivi specifici: la Comunità di Ricerca Filosofica secondo il curricolo della Philosophy for Children di Lipman; le modalità di risoluzione creativa dei problemi logici secondo l’approccio del Pensiero Laterale di de Bono; alcune attività di riflessione sulle abitudini percettivo-valutative secondo la prospettiva della fenomenologia sperimentale.Nella prima parte si presentano il contesto in cui è maturata l’organizzazione dell’intervento e la scelta dei dispositivi formativi; nella seconda parte, attraverso l’analisi dei report elaborati dai corsisti, si riflette sull’efficacia di tale organizzazione e sulle potenzialità dell’uso combinato dei dispositivi utilizzati al fine di avviare, in un numero di ore estremamente ridotto, un processo di progressiva maturazione delle competenze di pensiero in grado di incidere sulla definizione dell’identità professionale del ricercatore e della sua trasformazione in un’ottica di Lifelong Learning.

L’educazione al pensiero nella formazione dei ricercatori industriali. Analisi di un’esperienza

Manno D
2013

Abstract

L’articolo intende contribuire al dibattito sull’educazione al pensiero nei contesti organizzativi con particolare riferimento alla formazione dei professionisti nel settore della ricerca industriale. Infatti, propone una riflessione su un’esperienza di formazione laboratoriale condotta attraverso l’applicazione di dispositivi di educazione al pensiero, differenti, per matrice teorica e per obiettivi specifici: la Comunità di Ricerca Filosofica secondo il curricolo della Philosophy for Children di Lipman; le modalità di risoluzione creativa dei problemi logici secondo l’approccio del Pensiero Laterale di de Bono; alcune attività di riflessione sulle abitudini percettivo-valutative secondo la prospettiva della fenomenologia sperimentale.Nella prima parte si presentano il contesto in cui è maturata l’organizzazione dell’intervento e la scelta dei dispositivi formativi; nella seconda parte, attraverso l’analisi dei report elaborati dai corsisti, si riflette sull’efficacia di tale organizzazione e sulle potenzialità dell’uso combinato dei dispositivi utilizzati al fine di avviare, in un numero di ore estremamente ridotto, un processo di progressiva maturazione delle competenze di pensiero in grado di incidere sulla definizione dell’identità professionale del ricercatore e della sua trasformazione in un’ottica di Lifelong Learning.
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