Il progetto Arte in luce è stato concepito come un procedimento volto alla verifica di una linea di ricerca che, nata dallo studio dei processi compositivi propri dell’architettura, punta a indagare forme di rappresentazione, a partire dalle loro copie digitali, di oggetti, contesti ed eventi prodotte, in fase di acquisizione, per mezzo dei più innovativi strumenti per il rilievo in tre dimensioni, in fase di restituzione, da sistemi di rappresentazione ‘immersivi’. La ricerca nasce dalla sensazione che l’architettura progettata abbia in passato sottovalutato il ruolo ‘compositivo’ della rappresentazione, spesso scindendo il disegno libero, lo schizzo, dal disegno tecnico, metrico, attribuendo al primo un ruolo attivo nella costituzione delle prime fase ideative, al secondo un ruolo esclusivamente descrittivo, imitativo, dell’oggetto da prodursi. L’avvento del digitale e la diffusione delle tecnologie che lo producono hanno esteso i campi di discussione intorno alla rappresentazione e al progetto, di fatto fondendoli in un’unica dinamica formativa, in cui gli oggetti si danno in una doppia natura digitale/reale, immaginata/prodotta. Tale lavoro presente gli esiti di un intenzione: connettere concetti ed esperienze ai linguaggi propri del virtuale nello spazio fisico del Museo Pagliara.

SPAZI IMMERSIVI E FIGURAZIONI VIRTUALI

Repola L
2017

Abstract

Il progetto Arte in luce è stato concepito come un procedimento volto alla verifica di una linea di ricerca che, nata dallo studio dei processi compositivi propri dell’architettura, punta a indagare forme di rappresentazione, a partire dalle loro copie digitali, di oggetti, contesti ed eventi prodotte, in fase di acquisizione, per mezzo dei più innovativi strumenti per il rilievo in tre dimensioni, in fase di restituzione, da sistemi di rappresentazione ‘immersivi’. La ricerca nasce dalla sensazione che l’architettura progettata abbia in passato sottovalutato il ruolo ‘compositivo’ della rappresentazione, spesso scindendo il disegno libero, lo schizzo, dal disegno tecnico, metrico, attribuendo al primo un ruolo attivo nella costituzione delle prime fase ideative, al secondo un ruolo esclusivamente descrittivo, imitativo, dell’oggetto da prodursi. L’avvento del digitale e la diffusione delle tecnologie che lo producono hanno esteso i campi di discussione intorno alla rappresentazione e al progetto, di fatto fondendoli in un’unica dinamica formativa, in cui gli oggetti si danno in una doppia natura digitale/reale, immaginata/prodotta. Tale lavoro presente gli esiti di un intenzione: connettere concetti ed esperienze ai linguaggi propri del virtuale nello spazio fisico del Museo Pagliara.
978-88-96055-78-6
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/12716
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