Rethink Bildung, in name of a Sublime that takes shape in that material and, at the same time, rarefied space that is Art. To discover Art as necessary space for education and to recognize physical matrix of Sublime, bringing together physics and metaphysics. We recognize art as experience, as shown by John Dewey, and, thanks to Gadamer, we returns to think of Man and of Bildung, as totality of plans, in generative and transformative way that reconnect Nature and Culture, Image and Imagination. Therefore, about Sublime we recognize the long process of secularization marked by Humankind in the name of Science and Reason as a path of gradual liberation – or civilization for Freud - from the shadows of pathos and the 'bond' with the Divine, seizing in the sublime Act of Sublimation and conquered 'modernity' which makes the distance between subject and object the epistemological 'digit', crossing the West and its history of thought. A path to look critically, as to the issue of distance, of reason and objectivity, in the name of a renovated Renaissance and its Humanism, to explore the 'reasons' of Art and Beauty, to see emerge that State of disturbance – Baroque and Romantic - then as necessary to Bildung, in support of that process of shaping oneself and the world, whose genius, the poet, the artist, are specific witnesses and exempla.

Ripensare l’attualità della Bildung in nome di un Sublime che prende corpo in quello spazio, materico e rarefatto al tempo stesso, che è l’Arte: questo l’intento dello scritto e della riflessione che lo sottende, con cui si individua l’Arte come spazio necessario alla formazione (intesa come Bildung), che contempla e tiene unite in un tutto armonico, forma ed essenza, e che proprio attraverso la sua specifica ‘armonica’ può far risuonare diversamente la Sublimazione – senza cioè che se ne perda l’origine corporea, lallatoria, ‘cannibale’ e possa essere ascritta, più che al campo della simbolica, a quello della ‘metabolica’. In tal senso, del Sublime si può riconoscere la matrice fisica, non separata o non separabile dallo stato di sublimazione cui pure la materia più dura può giungere; e la sublimazione un processo che va oltre il moderno dispositivo di controllo delle pulsioni che ne fa una vera e propria ‘macchina educante’, per vederla invece coincidere con l’Arte e con la funzione che essa in ogni tempo ha rivestito nel rendere possibile il rapporto dell’Uomo con il Mondo. Si tratta di far emergere un certo ‘stato dell’arte’ come cifra dell’umano divenire, che oscilla tra materia fisica e suo rarefatto oltrepassamento e che traccia, dell’Arte, una ‘realtà alonica’, fisica e metafisica insieme. Si riconosce l’Arte come esperienza, per dirla con Dewey. Arte che rimette al centro la dimensione estetica, e quindi il corpo e le sue facoltà senso-motorie, e chiede di ripensare pedagogicamente all’Uomo e alla categoria di Bildung attraverso una rilettura di Gadamer che ci restituisce, dell’Uomo e della Bildung, una totalità di piani che riconnettono in senso generativo e trasformativo Natura e Cultura, immagine e immaginario.

L’arte come spazio necessario: dove prende corpo il Sublime

D'AMBROSIO, Maria
2017

Abstract

Ripensare l’attualità della Bildung in nome di un Sublime che prende corpo in quello spazio, materico e rarefatto al tempo stesso, che è l’Arte: questo l’intento dello scritto e della riflessione che lo sottende, con cui si individua l’Arte come spazio necessario alla formazione (intesa come Bildung), che contempla e tiene unite in un tutto armonico, forma ed essenza, e che proprio attraverso la sua specifica ‘armonica’ può far risuonare diversamente la Sublimazione – senza cioè che se ne perda l’origine corporea, lallatoria, ‘cannibale’ e possa essere ascritta, più che al campo della simbolica, a quello della ‘metabolica’. In tal senso, del Sublime si può riconoscere la matrice fisica, non separata o non separabile dallo stato di sublimazione cui pure la materia più dura può giungere; e la sublimazione un processo che va oltre il moderno dispositivo di controllo delle pulsioni che ne fa una vera e propria ‘macchina educante’, per vederla invece coincidere con l’Arte e con la funzione che essa in ogni tempo ha rivestito nel rendere possibile il rapporto dell’Uomo con il Mondo. Si tratta di far emergere un certo ‘stato dell’arte’ come cifra dell’umano divenire, che oscilla tra materia fisica e suo rarefatto oltrepassamento e che traccia, dell’Arte, una ‘realtà alonica’, fisica e metafisica insieme. Si riconosce l’Arte come esperienza, per dirla con Dewey. Arte che rimette al centro la dimensione estetica, e quindi il corpo e le sue facoltà senso-motorie, e chiede di ripensare pedagogicamente all’Uomo e alla categoria di Bildung attraverso una rilettura di Gadamer che ci restituisce, dell’Uomo e della Bildung, una totalità di piani che riconnettono in senso generativo e trasformativo Natura e Cultura, immagine e immaginario.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/1418
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