Encyclopaedias are an interesting source to study the knowledge of the mental deseases in the Middle Ages. One of the most spread encyclopaedias was the De proprietatibus rerum, written in the middle of the XIII century by the franciscan friar Bartholomew the Englishman. This work contains several chapters reserved to the description of the physiology and pathology of the human body. This encyclopaedia was translated for the first time into a romance dialect in Mantova, by the notary Vivaldo Belcalzer. Belcalzer, who wrote between the end of the XIII and the beginning of the XIV century, translated the Latin treatise into the Mantuan dialect, summarizing the sophisticated knowledge of the philosophia naturalis and adapting it to the possibility of an audience unaware of Latin, and yet interested in improving their scientific knowledge. The text written by the Mantuan notary contains a great amount of scientific vocabulary and psychiatric notions. In the De proprietatibus rerum and in the summary by Belcalzer we can find the description of well-known mental deseases, like the phrenesis, the mania and the letargia. The vocabulary relative to the most important mental deseases spread also in other mediaeval literary and non-literary texts written in vulgar languages. In particular the phrenesis seems to gain a specific space in the mystic and religious texts.

Le enciclopedie sono una fonte interessante per lo studio delle conoscenze relative alle malattie mentali nel Medioevo. Una delle enciclopedie più diffuse nel Duecento e nel Trecento è il De proprietatibus rerum del frate francescano Bartolomeo Anglico, che dedica molto spazio alla fisiologia e alla patologia del corpo umano. Quest'enciclopedia venne tradotta per la prima volta in un volgare romanzo a Mantova, tra la fine del Duecento e i primi del Trecento, dal notaio Vivaldo Belcalzer. Belcalzer tradusse, riassumendolo, il trattato del frate francescano, e si sforzò di adattare le sofisticate nozioni della philosophia naturalis alle esigenze di un pubblico ignaro di latino ma desideroso di approfondire le proprie conoscenze scientifiche. Il testo del notaio mantovano rappresenta, quindi, un serbatoio ricchissimo del lessico e delle nozioni che possono essere approssimativamente definite psichiatriche. Nel De proprietatibus rerum e nel compendio del Belcalzer sono descritte, in particolare, la frenite, la mania e la letargia. Tra la fine del Duecento e il Trecento le nozioni basilari e il lessico relativi alle principali affezioni della mente cominciarono a circolare anche in altri testi, letterari e no, scritti in volgare. In particolare la frenesia sembra acquisire uno spazio privilegiato nei testi dei mistici, dei moralisti e dei predicatori.

LE MALATTIE DELLA MENTE NEL VOLGARIZZAMENTO MANTOVANO DEL DE PROPRIETATIBUS RERUM DI BARTOLOMEO ANGLICO (LIBRI I-IV, V, VII)

CASAPULLO, Rosa
2006

Abstract

Le enciclopedie sono una fonte interessante per lo studio delle conoscenze relative alle malattie mentali nel Medioevo. Una delle enciclopedie più diffuse nel Duecento e nel Trecento è il De proprietatibus rerum del frate francescano Bartolomeo Anglico, che dedica molto spazio alla fisiologia e alla patologia del corpo umano. Quest'enciclopedia venne tradotta per la prima volta in un volgare romanzo a Mantova, tra la fine del Duecento e i primi del Trecento, dal notaio Vivaldo Belcalzer. Belcalzer tradusse, riassumendolo, il trattato del frate francescano, e si sforzò di adattare le sofisticate nozioni della philosophia naturalis alle esigenze di un pubblico ignaro di latino ma desideroso di approfondire le proprie conoscenze scientifiche. Il testo del notaio mantovano rappresenta, quindi, un serbatoio ricchissimo del lessico e delle nozioni che possono essere approssimativamente definite psichiatriche. Nel De proprietatibus rerum e nel compendio del Belcalzer sono descritte, in particolare, la frenite, la mania e la letargia. Tra la fine del Duecento e il Trecento le nozioni basilari e il lessico relativi alle principali affezioni della mente cominciarono a circolare anche in altri testi, letterari e no, scritti in volgare. In particolare la frenesia sembra acquisire uno spazio privilegiato nei testi dei mistici, dei moralisti e dei predicatori.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/1445
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