The consecration of the Mediterranean diet - which has been declared Intangible Heritage of Humanity in 2010 by UNESCO - is the litmus test of the birth of a new symbolic common sense that makes food the signal of a transformation of attitudes, feelings and collective responsibility towards nature and living species. And that makes the Mediterranean diet the result of different local diets and at the same time a global intellectual product. It is also the outcome of a crossing of heteroclite glances that since the fifties has progressively identified, created and idealized a real form of life. Diaita, not surprisingly, for the Greeks meant their rule of life. And the ancient simplicity of oil, bread and wine, sacred elements of Mediterranean civilization, becomes the symbol of a modern frugal abundance. And what looks like a return to the past becomes announcement of the future.

La consacrazione Unesco della dieta mediterranea, dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità nel 2010, è la cartina di tornasole della nascita di un nuovo senso comune simbolico che fa del cibo il segnale di una trasformazione dei comportamenti, delle sensibilità e delle responsabilità collettive, nei confronti della natura e delle specie viventi. E che fa della dieta mediterranea la risultante di diversi regimi alimentari locali e al tempo stesso un prodotto intellettuale globale. Esito di un incrocio di sguardi eterocliti che fin dagli anni Cinquanta ha progressivamente individuato, creato e idealizzato una vera e propria forma di vita. Diaita, non a caso, per i Greci significava proprio regola di vita. E l’antica sobrietà di olio, pane e vino, elementi sacri della civiltà mediterranea, diventa il simbolo di una moderna abbondanza frugale. E quel che sembra un ritorno al passato si fa annuncio di futuro.

La dieta mediterranea tra i presocratici e l’UNESCO. Retoriche di ancestralizzazione e politiche di patrimonializzazione

MORO, Elisabetta
2013

Abstract

La consacrazione Unesco della dieta mediterranea, dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità nel 2010, è la cartina di tornasole della nascita di un nuovo senso comune simbolico che fa del cibo il segnale di una trasformazione dei comportamenti, delle sensibilità e delle responsabilità collettive, nei confronti della natura e delle specie viventi. E che fa della dieta mediterranea la risultante di diversi regimi alimentari locali e al tempo stesso un prodotto intellettuale globale. Esito di un incrocio di sguardi eterocliti che fin dagli anni Cinquanta ha progressivamente individuato, creato e idealizzato una vera e propria forma di vita. Diaita, non a caso, per i Greci significava proprio regola di vita. E l’antica sobrietà di olio, pane e vino, elementi sacri della civiltà mediterranea, diventa il simbolo di una moderna abbondanza frugale. E quel che sembra un ritorno al passato si fa annuncio di futuro.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12570/1561
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