L’autore esplora gli elementi essenziali della filosofia del diritto di Gustav Radbruch, a partire dalla sua opera fondamentale del 1932, ponendo in luce il concetto di diritto come fenomeno culturale. Radbruch definisce il diritto non come un mero fatto (cieco ai valori) né come un valore puro (come la morale), ma come un “fatto riferito a un valore” (wertbezogene Tatsache). Questa impostazione metodologica, che assegna alla “cultura” un posto intermedio tra “essere” e “dover essere”, è definita da Radbruch come un trialismo metodico (realtà, valore e riferimento al valore). Il saggio mette in risalto il confronto critico con Hans Kelsen, il quale respinge l'idea di Radbruch di un “terzo regno” della cultura, sostenendo che essa porta alla contraddizione di derivare un concetto normativo del diritto (dover essere) dalla realtà fattuale (essere). Il valore fondamentale a cui il diritto si riferisce è l’idea di giustizia, intesa come l’idea specifica che il diritto tenta di realizzare. La seconda parte del saggio è dedicata alle nozioni di “natura della cosa” in relazione al diritto naturale, da cui si distingue significativamente. Mentre il diritto naturale rimanda a una visione razionalistica, la natura del fatto invece rimanda a una visione in senso lato storicistica. Da questa analisi emergono tratti caratteristici della visione di Radbruch, collegati alla sua rivalutazione dello “spirito del diritto inglese”.

Cultura, valore, giustizia. Alcuni concetti fondamentali della filosofia del diritto di Radbruch

V. OMAGGIO
2025-01-01

Abstract

L’autore esplora gli elementi essenziali della filosofia del diritto di Gustav Radbruch, a partire dalla sua opera fondamentale del 1932, ponendo in luce il concetto di diritto come fenomeno culturale. Radbruch definisce il diritto non come un mero fatto (cieco ai valori) né come un valore puro (come la morale), ma come un “fatto riferito a un valore” (wertbezogene Tatsache). Questa impostazione metodologica, che assegna alla “cultura” un posto intermedio tra “essere” e “dover essere”, è definita da Radbruch come un trialismo metodico (realtà, valore e riferimento al valore). Il saggio mette in risalto il confronto critico con Hans Kelsen, il quale respinge l'idea di Radbruch di un “terzo regno” della cultura, sostenendo che essa porta alla contraddizione di derivare un concetto normativo del diritto (dover essere) dalla realtà fattuale (essere). Il valore fondamentale a cui il diritto si riferisce è l’idea di giustizia, intesa come l’idea specifica che il diritto tenta di realizzare. La seconda parte del saggio è dedicata alle nozioni di “natura della cosa” in relazione al diritto naturale, da cui si distingue significativamente. Mentre il diritto naturale rimanda a una visione razionalistica, la natura del fatto invece rimanda a una visione in senso lato storicistica. Da questa analisi emergono tratti caratteristici della visione di Radbruch, collegati alla sua rivalutazione dello “spirito del diritto inglese”.
2025
cultura, valore, giustizia, natura del fatto (o della cosa), diritto naturale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12570/50833
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