The article examines the dilemma faced by the judge in making a choice in cases of so-called dual preliminary questions, in the light of the constitutional case law inaugurated by Constitutional Court judgment no. 181/2024 and further systematised by the very recent judgment no. 71/2026. The analysis notes that “constitutional tone”, whilst operating as a procedural requirement for constitutional review proceedings in cases concerning compatibility with provisions of European Union law having direct effect, does not provide an autonomous criterion capable of guiding that choice: indeed, it can only amount to the concurrent existence of a constitutional parameter and an EU-law parameter. Without prejudice to the necessary concurrence of remedies and to the judge’s freedom to choose the most appropriate one, preference for a constitutional question may instead be grounded in reasons of “constitutional appropriateness”, connected with the need to ensure uniformity of interpretation and legal certainty through the erga omnes effects of constitutional judgments declaring legislation unconstitutional, as well as to foster integration between legal orders through the stability and quality of the dialogue with the Court of Justice.

Il saggio esamina il dilemma del giudice comune nella scelta da compiere in caso di c.d. doppia pregiudiziale, alla luce della giurisprudenza costituzionale inaugurata dalla sentenza n. 181/2024 e ulteriormente sistematizzata dalla recentissima pronuncia n. 71/2026. L’analisi prende atto che il “tono costituzionale”, pur operando come requisito processuale per l’incidente di costituzionalità in caso di questioni riguardanti la compatibilità con norme di diritto dell’Unione europea dotate di effetto diretto, non offre un autonomo criterio idoneo a orientare tale scelta: esso, infatti, non può che risolversi nella contemporanea sussistenza di un parametro costituzionale e di un parametro eurounitario. Ferma la necessaria concorrenza dei rimedi e la libertà del giudice comune nella scelta di quello più appropriato, la preferenza per la questione di legittimità costituzionale può invece fondarsi su ragioni di “opportunità costituzionale”, connesse all’esigenza di assicurare uniformità interpretativa e certezza del diritto mediante gli effetti erga omnes delle pronunce di annullamento, nonché di favorire l’integrazione tra ordinamenti attraverso la stabilità e la qualità del dialogo con la Corte di Giustizia.

Il "tono costituzionale" e il dilemma del giudice di fronte alla doppia pregiudiziale

Iannotti della Valle Aldo
2026-01-01

Abstract

The article examines the dilemma faced by the judge in making a choice in cases of so-called dual preliminary questions, in the light of the constitutional case law inaugurated by Constitutional Court judgment no. 181/2024 and further systematised by the very recent judgment no. 71/2026. The analysis notes that “constitutional tone”, whilst operating as a procedural requirement for constitutional review proceedings in cases concerning compatibility with provisions of European Union law having direct effect, does not provide an autonomous criterion capable of guiding that choice: indeed, it can only amount to the concurrent existence of a constitutional parameter and an EU-law parameter. Without prejudice to the necessary concurrence of remedies and to the judge’s freedom to choose the most appropriate one, preference for a constitutional question may instead be grounded in reasons of “constitutional appropriateness”, connected with the need to ensure uniformity of interpretation and legal certainty through the erga omnes effects of constitutional judgments declaring legislation unconstitutional, as well as to foster integration between legal orders through the stability and quality of the dialogue with the Court of Justice.
2026
Il saggio esamina il dilemma del giudice comune nella scelta da compiere in caso di c.d. doppia pregiudiziale, alla luce della giurisprudenza costituzionale inaugurata dalla sentenza n. 181/2024 e ulteriormente sistematizzata dalla recentissima pronuncia n. 71/2026. L’analisi prende atto che il “tono costituzionale”, pur operando come requisito processuale per l’incidente di costituzionalità in caso di questioni riguardanti la compatibilità con norme di diritto dell’Unione europea dotate di effetto diretto, non offre un autonomo criterio idoneo a orientare tale scelta: esso, infatti, non può che risolversi nella contemporanea sussistenza di un parametro costituzionale e di un parametro eurounitario. Ferma la necessaria concorrenza dei rimedi e la libertà del giudice comune nella scelta di quello più appropriato, la preferenza per la questione di legittimità costituzionale può invece fondarsi su ragioni di “opportunità costituzionale”, connesse all’esigenza di assicurare uniformità interpretativa e certezza del diritto mediante gli effetti erga omnes delle pronunce di annullamento, nonché di favorire l’integrazione tra ordinamenti attraverso la stabilità e la qualità del dialogo con la Corte di Giustizia.
Constitutional justice, constitutional tone, dual preliminary questions, judicial dialogue
Giustizia costituzionale, tono costituzionale, doppia pregiudiziale, dialogo tra le Corti
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12570/55273
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